Curriculum Vitae: struttura e contenuti

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Il Curriculum Vitae (CV) rappresenta il biglietto da visita con il quale mi presento e presento la mia professionalità e le mie competenze nel Mercato del Lavoro.

Ha l’obiettivo di fare interessare la persona che lo andrà a leggere, di regola l’addetto alla selezione del personale, al punto tale da farti ottenere un colloquio.

Un Curriculum Vitae, per essere valido, deve presentare determinate e specifiche caratteristiche:

Sintetico: due pagine per chi ha maturato delle esperienze professionali, una pagina per chi è neolaureato o neodiplomato.

Organizzato nella forma e nel contenuto: deve essere di facile lettura, gli aspetti fondamentali devono essere ben visibili e facilmente individuabili.

Professionale: deve trasmettere chiaramente serietà e professionalità, essere ben strutturato ed ortograficamente corretto.

Completo: pur nel rispetto della sintesi, deve contenere tutte le informazioni utili per far notare la pertinenza del mio profilo in merito alla posizione per cui mi candido.

Mirato: deve essere costruito in base al profilo per cui mi candido, personalizzandolo per  ogni specifica posizione.

§ Struttura del Curriculum Vitae

Un curriculum vitae è strutturato in sezioni, ben definite ed in sequenza tra di loro, che hanno l’obiettivo di rendere il documento organico, di facilitare la lettura e la ricerca delle informazioni presenti, di trasmettere professionalità e aderenza al ruolo per cui abbiamo inviato il CV. Le sezioni che costituiscono il curriculum vitae, tendenzialmente, sono le seguenti:

Dati anagrafici e recapiti: il mio nome e cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza o il domicilio, i recapiti telefonici (telefono “fisso” e cellulare), l’indirizzo email (che sia nome.cognome@email.xx), eventuale link del profilo LinkedIn.

Istruzione: il mio percorso scolastico, universitario e post universitario indicato in ordine cronologico, dal più recente al più “datato”, indicando per ognuna delle voci la data di conseguimento, il titolo, l’istituto, la città, la votazione conseguita. Per un neolaureato è importante indicare il titolo della tesi e le principali materie studiate, in linea con il profilo per cui si candida.

Formazione: le mie eventuali esperienze di formazione extra scolastica e universitaria, come la partecipazione a corsi di formazione, seminari, workshop e altro, indicando gli eventuali attestati di partecipazione conseguiti. Importante che siano in linea con il profilo per cui mi candido, altrimenti è preferibile non indicarli.

Esperienze professionali: in questa sezione, che rappresenta l’area di maggior interesse nella costruzione del CV, vanno indicati, per ogni singola esperienza professionale svolta, il periodo di riferimento (da / a), l’azienda ed il settore di riferimento, il ruolo e la posizione ricoperta, le principali attività svolte, gli eventuali risultati conseguiti. Per un neolaureato è importante indicare eventuali stage e lavori, anche saltuari, svolti durante il periodo universitario.

Conoscenze linguistiche: la conoscenza e la padronanza delle lingue straniere, scritta, parlata e compresa. Sono da indicare in questa sezione le eventuali certificazioni conseguite, in Italia e/o all’estero e le eventuali esperienze svolte all’estero.

Conoscenze informatiche: Vanno indicate le conoscenze e le competenze possedute in ambito informatico, indicando i sistemi operativi e gli applicativi conosciuti, l’eventuale utilizzo di specifici software e linguaggi di programmazione ed il relativo livello di padronanza. Indicare il possesso eventuale dell’ECDL e di altri attestati conseguiti.

Interessi personali / Attività extraprofessionali: in questa sezione si possono indicare le attività non strettamente inerenti alla vita professionale, che possono comunque dare delle informazioni utili al selezionatore, come le attività di volontariato o la pratica sportiva agonistica. Importante che siano in linea con il profilo per cui mi candido.

Autorizzazione al trattamento dei dati: E’ importante indicare espressamente l’autorizzazione al trattamento dei dati indicati all’interno del curriculum vitae, senza la quale non è possibile, da parte dell’azienda che riceve il cv, prendere in considerazione la candidatura inviata. La formula può essere la seguente: Autorizzo al trattamento dei dati ai fini dell’attività di ricerca e selezione del personale, ai sensi della vigente legge sulla privacy (Decreto Legislativo 196/2003).

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Personal Marketing: come promuoverti efficacemente nel mercato del lavoro

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Il Personal Marketing Plan è il modello operativo attraverso cui potrai definire, valorizzare e promuovere in modo attivo te stesso e le tue competenze nel mercato del lavoro.

1. Presentazione dell’idea

La presentazione dell’idea consiste in una dichiarazione, breve e concisa, dove riassumi l’essenza del tuo Personal Marketing Plan, rispondendo alle seguenti domande:

Cosa offro?
Dove lo offro?
A chi lo offro?

2. Osservazione del Mercato

2.1. – Analisi del mercato interno
Qual è la situazione del tuo settore, a livello di economia locale?

2.3. – Analisi della domanda e del comportamento dei clienti
Quanti sono i clienti potenzialmente interessati al tuo prodotto / servizio?
Per quali motivi dovrebbero utilizzare il tuo prodotto / servizio?
Dove si trovano?

2.4. – Analisi della concorrenza
Chi sono i tuoi concorrenti?
Dove si trovano?
Da quanti anni sono sul mercato?
Che tipo di prodotti / servizi offrono?
Con quali prezzi?
Qual è il loro modo di pubblicizzarsi?
Quali sono, in sintesi, i loro punti di forza e le loro aree di miglioramento?

2.5. – Definizione del target                                                                                          
A chi mi rivolgo?
Aziende multinazionali.
Aziende nazionali.
Strutture pubbliche.
Studi professionali.
Associazioni.
Negozi.
Altro.

   Sulla base di questi parametri, definisci:

Quali sono i bisogni del tuo target?
Come puoi rispondere ai bisogni del tuo target?

3. Marketing Mix

3.1. – Prodotto
Quali sono le caratteristiche del tuo prodotto / servizio, in relazione al target che hai individuato?
In cosa consiste la qualità del tuo prodotto / servizio?
Quale è la gamma dei tuoi prodotti / servizi?

3.2. – Prezzo
Quali elementi prendi in considerazione per determinare il prezzo di vendita del tuo prodotto / servizio (prezzi dei competitor, costi fissi e variabili, etc.)?
Come pensi che i tuoi clienti rispondano alle tue politiche di prezzo?

3.3. – Piazza
Dove intendi svolgere la tua attività?
Nella tua città di residenza / domicilio.
Nella provincia della tua città di residenza / domicilio.
Nella regione dove risiedi / domicilio.
Nel paese di residenza / domicilio.
All’estero.

3.4. – Promozione
Quali strumenti promozionali intendi utilizzare?
Autocandidatura.
Agenzie per il Lavoro.
Uffici placement.
Social Network.
Networking.

4. Vantaggi Competitivi

In questa parte vengono evidenziate le caratteristiche “vincenti” della tua idea, in ottica differenziante:

In relazione ai bisogni del tuo target, in cosa la tua offerta è migliore?
Quali sono i motivi per i quali i clienti sceglieranno i tuoi prodotti / servizi e non quelli dei tuoi competitor?

5.  Investimenti

In questa parte analizza le risorse attualmente presenti e le risorse eventualmente non presenti, rispondendo alle seguenti domande:

Di quali risorse (tecniche, personali, economiche) necessiti?
Quali e quante risorse hai attualmente a disposizione?
Come puoi reperire le risorse attualmente non disponibili?
Chi può supportarti nella ricerca delle risorse utili?

Career Coaching: come realizzare il tuo progetto professionale

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Il Career Coaching è un percorso che ha come obiettivo quello di renderti autonomo, in grado di muoverti in modo consapevole e responsabile nel mercato del lavoro.

Il percorso di Career Coaching si compone di una serie di step, funzionali al raggiungimento dell’obiettivo stabilito.

Inizia il tuo viaggio: scrivi il tuo profilo personale, formativo e professionale, in modo tale da fare il punto della tua posizione attuale. Riporta le tue attitudini, le tue esperienze, le tue conoscenze, le tue competenze e i tuoi obiettivi.

Scopri le tue Risorse Interne: dopo aver messo su carta il tuo profilo con la descrizione degli aspetti oggettivi che lo caratterizzano, indaga sulle tue risorse interne scrivendo i risultati che hai raggiunto ad oggi, nelle varie aree di vita (personale, formativa e professionale). Focalizzati sulle tue risorse intrinseche tra cui: Capacità; Interessi; Motivazioni; Valori.

Valuta le tue Capacità: per capacità si intende l’abilità a svolgere una determinata azione, ad agire un comportamento. Risponde alla domanda “cosa so fare”? Valuta la tua capacità a lavorare con: Dati (raccogliere, cercare / inventare, creare / analizzare, organizzare); Oggetti (costruire, creare); Persone (ricevere istruzioni / addestrare / selezionare / avere cura / condurre).

Scopri i tuoi Interessi: risponde alla domanda “cosa ti piace fare”? Ad esempio: “Lavorare con le macchine / lavorare all’aperto / lavorare con i numeri / eseguire lavori di precisione / eseguire lavori di creatività / lavorare con le persone / eseguire lavori di routine”.

Esamina i tuoi Valori: i valori sono i nostri principi guida. Rispondono alla domanda “cosa è importante per me”? Alcuni esempi di valori sono: Poter apprendere / avere responsabilità / svolgere attività di facile esecuzione / dirigere altre persone / essere di supporto ad altre persone / avere un lavoro stabile / poter crescere professionalmente.

Cerca le tue Motivazioni: Il termine motivazione indica la spinta ad agire, ovvero il motivo a fronte dei quali agiamo un determinato comportamento. Risponde alla domanda “cosa mi motiva a svolgere il lavoro”? Ad esempio: “un lavoro vario, creativo / un lavoro di responsabilità / la possibilità di crescere professionalmente /  l’autonomia / le relazioni interpersonali / la retribuzione”.

Fissa i tuoi Obiettivi: gli obiettivi rappresentano il risultato atteso alla conclusione di un percorso, il fine verso il quale si tende. È importante sottolineare il fatto che l’obiettivo è totalmente dipendente dalla persona che se lo prefigge (io voglio fare tutto ciò che è possibile fare per poter raggiungere l’x obiettivo). Per trovare un obiettivo è necessario valutare i tuoi valori e analizzare i criteri a questi sottesi, attuando un processo di verifica a seguito del quale prendere una decisione in merito.

Ricerca il tuo lavoro: cercare lavoro è un lavoro. Naviga ed iscriviti ai siti internet dedicati; porta il tuo curriculum vitae presso le Agenzie per il Lavoro; rivolgiti ai centri di Orientamento al Lavoro; contatta lo Sportello Stage; leggi i giornali di settore; rivolgiti agli Uffici Placement della tua Università; partecipa ai Career Day; iscriviti ai social network professionali, in primis LinkedIn.

Prepara il tuo Curriculum Vitae: costruisci il tuo curriculum vitae e la tua lettera di presentazione / motivazione, personalizzandoli in base all’azienda e alla posizione per la quale ti candidi. Ricorda che il focus mentale vincente con il quale rivolgersi alle aziende non è “cerco lavoro”, bensì “io sono la soluzione ai tuoi problemi”.

Preparati per il colloquio: arriva puntuale; cura il tuo aspetto esteriore; prendi informazioni sull’azienda; preparati rispetto alla posizione di lavoro; ripassa il tuo curriculum; ascolta con attenzione prima di rispondere; rispondi con sincerità alle domande.

Realizza il tuo Personal Marketing Plan: il Personal Marketing Plan è un modello operativo attraverso cui potrai definire, valorizzare e promuovere in modo attivo te stesso e le tue competenze nel Mercato del Lavoro.

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Fonte: “Orientare” di Giorgio Sangiorgi – Isedi

SWOT Analysis: definire le variabili per centrare l’obiettivo

SWOT Analysis

La SWOT Analysis è uno strumento di pianificazione strategica semplice ed efficace che serve ad evidenziare le caratteristiche di un progetto, di un programma, di un’organizzazione e le conseguenti relazioni con l’ambiente operativo nel quale si colloca, offrendo un quadro di riferimento per la definizione di orientamenti strategici finalizzati al raggiungimento di un obiettivo.

La SWOT Analysis consente di ragionare rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere tenendo simultaneamente conto delle variabili sia interne che esterne.

Le variabili interne sono quelle che fanno parte del sistema e sulle quali è possibile intervenire.

Le variabili esterne invece, non dipendendo dall’organizzazione, possono solo essere tenute sotto controllo, in modo di sfruttare i fattori positivi e limitare i fattori che invece rischiano di compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La SWOT Analysis si costruisce tramite una matrice divisa in quattro campi nei quali si hanno:

  • Punti di forza 
  • Punti di debolezza
  • Opportunità
  • Minacce

Nella parte alta, i primi due quadranti, si evidenziano gli aspetti “interni”, “propri”, materiali e immateriali caratterizzanti in positivo e in negativo un determinato oggetto di analisi (comunità, territorio, settore, organizzazione, ecc)

Nella parte bassa dello spazio andranno invece elencati le forze, le tendenze e i fattori, – esterni all’oggetto di analisi – che possono offrire sostegno ed occasioni di sviluppo, opportunità appunto, e quelli che potrebbero peggiorare e rendere critica la situazione esistente o limitare le possibilità future: rischi, minacce.

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Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: 89studio

Il Coaching: definire gli obiettivi e raggiungere i risultati

Coaching

Il termine coach deriva dall’inglese e significa carrozza; infatti, proprio come nella carrozza di un treno, si viene trasportati da un posto all’altro, dal momento che il ruolo del coach consiste nel guidare la persona dallo stato attuale, a quello desiderato, trasformando gli obiettivi in risultati concreti.

Il Coaching è un’attività complessa e fortemente orientata al risultato, che si costruisce su alcuni presupposti fondamentali:

Ciascuno ha le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi: il coach individua come consentire all’individuo di accedere a tali risorse e attivarle, per liberare quelle energie che lo portino a realizzare gli obiettivi stessi.

Il coach si pone come specchio del cliente: il coach, rispecchiando il cliente, gli mostra le incongruenze comportamentali che ne limitano la prospettiva, gli permette di individuare le chiavi di accesso alle proprie risorse potenziali, lo aiuta a tracciare la strada delle decisioni e delle azioni da intraprendere per raggiungere i risultati desiderati.

Il coach presta attenzione al processo anziché al contenuto: non agisce sul contenuto dell’esperienza, bensì sul processo attraverso cui il cliente opera le scelte ed ottiene i risultati.

Il focus del coach non è sul problema, ma sul risultato da raggiungere: questo è l’approccio che distingue maggiormente il ruolo del coach da quello di altre figure che operano sulle persone; si individua il processo migliorativo puntando il focus direttamente sul risultato da raggiungere, e non sulle cause che generano il problema.

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Fonte: “Il coaching per te” – Vallardi

Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: pakorn

Il Counselling, l’arte di aiutare le persone ad aiutarsi

Counselling

Il Counselling è “un insieme di tecniche, abilità ed atteggiamenti per aiutare le persone a gestire i loro problemi utilizzando le loro risorse personali” (Reddy).

Il counselling è una professione ben presente nella realtà anglo-americana, nel tempo radicatasi anche in Europa.

Il counselling consiste “nell’abilitare il cliente a prendere una decisione, relativamente a delle scelte di carattere personale, come scegliere una attività o un percorso di studio, o a problemi o difficoltà particolari che lo riguardano direttamente” (Burnett).

Un intervento di counselling viene realizzato “quando una persona, che riveste regolarmente o temporaneamente il ruolo di counsellor, offre o concorda esplicitamente di offrire tempo, attenzione e rispetto ad un’altra persona, o persone, temporaneamente nel ruolo del cliente. Compito del counselling è di dare al cliente una opportunità di esplorare, scoprire e chiarire dei modi di vivere più fruttuosi e miranti ad un più elevato stato di benessere” (BAC).

La ragion d’essere del counselling è quella di offrire alla persona che usufruisce dell’intervento l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, al fine di utilizzare al meglio le proprie risorse personali, per poter soddisfare i propri bisogni e desideri, migliorando il proprio stato di benessere.

In sintesi, la finalità del counselling può essere definita dall’espressione “aiutare le persone ad aiutarsi”, attraverso l’utilizzo del colloquio di comprensione / chiarificazione, basato sulla tecniche di riformulazione.

L’intervento di counselling prevede tre fasi, poste in sequenza:

La prima fase ha l’obiettivo di agevolare il cliente nel riconoscimento e nella definizione del problema. Questo avviene attraverso l’azione di facilitazione del counsellor, che si realizza nella messa in atto di tecniche ed atteggiamenti specifici quali: l’empatia; la congruenza; l’accettazione positiva incondizionata; l’ascolto attivo; l’interesse per la persona in quanto tale e non per il problema; l’attenzione focalizzata sul vissuto della persona e non sui fatti che riporta, la tecnica della riformulazione di base. In questa prima fase, è fondamentale che il counsellor focalizzi il suo lavoro sulla comprensione, facendo bene attenzione a sospendere il giudizio;

La seconda fase del colloquio di counselling ha l’obiettivo di agevolare il cliente nella ridefinizione del problema. Questo avviene stimolando la persona ad osservare il problema stesso da un differente punto di vista, utilizzando tecniche avanzate di riformulazione.

La terza fase del colloquio di counselling consiste nella gestione del problema. Il counsellor, in questa fase, facilita la presa di decisione da parte del cliente, senza mai offrire risposte o soluzioni.

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Fonte: “Il counseling” di Luca Nave – XENIA

Immagine: FreeDigitalPhoto.net  – Autore: scottchan