Obiettivi ben formati, come stabilire la tua meta

Obiettivo

L’obiettivo rappresenta il risultato che ci proponiamo di raggiungere, il fine verso cui tendiamo.

Per poter ottenere i risultati che hai stabilito di raggiungere, nella tua vita personale e professionale, è molto importante  saper costruire degli obiettivi ben formati.

Un obiettivo ben formato, ovvero strutturato correttamente, risponde a delle caratteristiche ben definite.

Le caratteristiche, o criteri, di un obiettivo ben formato sono:

  • Positività
  • Precisione
  • Controllo attivo
  • Ecologia
  • Scadenza

§ Un obiettivo deve essere espresso linguisticamente in modo positivo

Un obiettivo espresso in modo positivo è, ad esempio, “voglio trovare un lavoro che mi piace”. Da evitare la costruzione degli obiettivi in modo negativo, come “non voglio essere disoccupato”. Questo perché il nostro cervello registra cosa non ci interessa, senza avere informazioni su cosa vogliamo. In questo modo abbiamo chiaro da cosa vogliamo allontanarci, ma non abbiamo idea di quale obiettivo vogliamo raggiungere.

§ Un obiettivo deve essere espresso in modo preciso e dettagliato

Un obiettivo generico, anche se espresso in modo positivo, ci offre poche informazioni e ci rende difficoltoso definirlo chiaramente e suddividerlo in sotto obiettivi. “Voglio trovare un lavoro che mi piace”, seppur espresso in modo positivo, non ci indica nessuna specifica dell’obiettivo. Invece, “voglio lavorare presso un centro estetico nella mia città di residenza, svolgendo attività di ricostruzione delle unghie e di estetica del viso”, ci indica chiaramente cosa vogliamo ottenere ed un criterio oggettivo di verifica del risultato.

§ Un obiettivo deve essere sotto il nostro controllo attivo

Per fare in modo che un obiettivo sia realizzabile, dobbiamo poter influenzare attivamente il processo. Giocare la schedina non ci consente nessun controllo sul risultato finale; possiamo giocare ma non possiamo in nessun modo influenzare i risultati delle partite e quindi il risultato.

Il controllo dell’obiettivo può essere diretto, per tutte le attività che rispondono alla nostra volontà ed alle nostre azioni, come fare un bilancio di competenze, decidere quale attività vogliamo svolgere, acquisire le competenze eventualmente necessarie, costruire un curriculum vitae efficace, fare ricerca attiva sul territorio e proporre il nostro valore aggiunto ad un possibile datore di lavoro.

Il controllo dell’obiettivo può essere indiretto, per tutte le attività che rispondono alla relazione con gli altri. Ad esempio, in un colloquio di lavoro non possiamo decidere il risultato finale, possiamo comunque influenzare positivamente la relazione, attraverso la nostra comunicazione e trasmettendo la nostra volontà e coerenza nel voler portare il nostro valore aggiunto in quella specifica azienda per quel determinato ruolo.

§ Un obiettivo deve essere ecologico

Vale a dire, deve essere in linea con il nostro sistema di valori, personali e professionali. Svolgere una attività che non corrisponde ai nostri valori, difficilmente risulterà perseguibile e ci fermeremo alle prime difficoltà. Ad esempio, se l’onestà è per me un valore fondamentale, non prenderò in considerazione nessuna attività, seppur lucrativa, che preveda infrangere le leggi, morali e istituzionali. E’ altrettanto importante che i passi necessari per il raggiungimento del mio obiettivo non influiscano negativamente sulle persone che fanno parte del mio contesto sociale (famiglia, figli, amici, colleghi).

§ Un obiettivo deve essere databile

Vale a dire, si deve fissare una data di inizio ed una data entro la quale l’obiettivo sarà realizzato. Può essere utile stabilire delle tappe temporali intermedie, a cui riferire dei sotto-obiettivi, funzionali al raggiungimento dell’obiettivo finale. Ad esempio, se l’obiettivo finale è diventare Avvocato, specializzato in diritto del lavoro, possiamo stabilire degli obiettivi intermedi, come il numero di esami universitari da superare ogni anno, l’anno in cui conseguiremo il titolo di studio, trovare uno studio legale che si occupi di diritto del lavoro dove svolgere la pratica forense, prepararsi per l’esame di Stato.

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Immagine: FreeDigitalPhoto.net – Autore: Ohmega1982

SWOT Analysis: definire le variabili per centrare l’obiettivo

SWOT Analysis

La SWOT Analysis è uno strumento di pianificazione strategica semplice ed efficace che serve ad evidenziare le caratteristiche di un progetto, di un programma, di un’organizzazione e le conseguenti relazioni con l’ambiente operativo nel quale si colloca, offrendo un quadro di riferimento per la definizione di orientamenti strategici finalizzati al raggiungimento di un obiettivo.

La SWOT Analysis consente di ragionare rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere tenendo simultaneamente conto delle variabili sia interne che esterne.

Le variabili interne sono quelle che fanno parte del sistema e sulle quali è possibile intervenire.

Le variabili esterne invece, non dipendendo dall’organizzazione, possono solo essere tenute sotto controllo, in modo di sfruttare i fattori positivi e limitare i fattori che invece rischiano di compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La SWOT Analysis si costruisce tramite una matrice divisa in quattro campi nei quali si hanno:

  • Punti di forza 
  • Punti di debolezza
  • Opportunità
  • Minacce

Nella parte alta, i primi due quadranti, si evidenziano gli aspetti “interni”, “propri”, materiali e immateriali caratterizzanti in positivo e in negativo un determinato oggetto di analisi (comunità, territorio, settore, organizzazione, ecc)

Nella parte bassa dello spazio andranno invece elencati le forze, le tendenze e i fattori, – esterni all’oggetto di analisi – che possono offrire sostegno ed occasioni di sviluppo, opportunità appunto, e quelli che potrebbero peggiorare e rendere critica la situazione esistente o limitare le possibilità future: rischi, minacce.

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Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: 89studio

Il Coaching: definire gli obiettivi e raggiungere i risultati

Coaching

Il termine coach deriva dall’inglese e significa carrozza; infatti, proprio come nella carrozza di un treno, si viene trasportati da un posto all’altro, dal momento che il ruolo del coach consiste nel guidare la persona dallo stato attuale, a quello desiderato, trasformando gli obiettivi in risultati concreti.

Il Coaching è un’attività complessa e fortemente orientata al risultato, che si costruisce su alcuni presupposti fondamentali:

Ciascuno ha le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi: il coach individua come consentire all’individuo di accedere a tali risorse e attivarle, per liberare quelle energie che lo portino a realizzare gli obiettivi stessi.

Il coach si pone come specchio del cliente: il coach, rispecchiando il cliente, gli mostra le incongruenze comportamentali che ne limitano la prospettiva, gli permette di individuare le chiavi di accesso alle proprie risorse potenziali, lo aiuta a tracciare la strada delle decisioni e delle azioni da intraprendere per raggiungere i risultati desiderati.

Il coach presta attenzione al processo anziché al contenuto: non agisce sul contenuto dell’esperienza, bensì sul processo attraverso cui il cliente opera le scelte ed ottiene i risultati.

Il focus del coach non è sul problema, ma sul risultato da raggiungere: questo è l’approccio che distingue maggiormente il ruolo del coach da quello di altre figure che operano sulle persone; si individua il processo migliorativo puntando il focus direttamente sul risultato da raggiungere, e non sulle cause che generano il problema.

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Fonte: “Il coaching per te” – Vallardi

Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: pakorn

Team Work: il gruppo al lavoro

Team Work

Il gruppo si definisce come un insieme di persone che si percepiscono in interazione; quindi i suoi membri si riconoscono e sanno di appartenere alla stessa entità sociale.

Ogni tipo di gruppo ha un obiettivo che giustifica la sua esistenza, ma in un gruppo generico spesso l’obiettivo non è dichiarato e non è portato alla consapevolezza dei suoi membri.

Il gruppo di lavoro si specifica e si definisce per il fatto che vi è un obiettivo esplicitato e formalizzato; l’obiettivo è esterno e noto a tutti.

Il lavoro di gruppo persegue obiettivi a livello sia di contenuto che di relazione.

A livello di contenuto, tende a facilitare lo scambio di idee e di esperienze tra i partecipanti, ed a consentire quindi un maggior approfondimento dei temi in oggetto.

A livello di relazione, il lavoro di gruppo tende ad accelerare il processo di socializzazione tra i partecipanti e ad aumentare la loro interdipendenza.

Un team è un gruppo di lavoro, quindi possiede un obiettivo definito dall’organizzazione cui appartiene, e conosce i risultati che essa si attende dal team, ma la sua creazione e la sua produttività dipendono dall’aver costituito alla propria base un gruppo autocentrato, un gruppo cioè il cui obiettivo è interno.

I team hanno carattere multidisciplinare, superano le tradizionali suddivisioni organizzative e generalmente sorgono per eseguire un determinato compito, o per risolvere un problema particolarmente arduo, sciogliendosi quando l’obiettivo è stato raggiunto.

I team, oltre a realizzare la collaborazione interna, devono collaborare tra loro, quando ciascuno di essi svolge una fase di un progetto più ampio, allo scopo di integrare le singole fasi.

Il team è qualcosa di più della somma dei suoi membri; per analogia è come una molecola d’acqua: in fondo, essa è una semplice combinazione di ossigeno e idrogeno, uniti però da forti legami chimici che conferiscono all’insieme proprietà del tutto nuove.
I team sono un luogo di sinergia.

Qual è il segreto del loro potere sinergico? Cosa riesce a concentrare gli sforzi verso un obiettivo comune? In buona parte il riconoscimento e l’accettazione di tale obiettivo, per consenso dei membri del team.

E’ proprio questa condivisione di intenti che trasforma un gruppo qualsiasi di persone in un autentico team.

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Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: David Castillo Dominici