Lettera di Presentazione

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La Lettera di Presentazione ha l’obiettivo di presentare me stesso ed il mio profilo formativo e professionale, indicare i motivi per cui sto proponendo la mia candidatura a quella specifica azienda, quali sono i miei punti di forza e quale è il mio valore aggiunto.

§ Struttura della Lettera di Presentazione

La lettera di presentazione è un documento sintetico, compreso in una pagina e strutturato in sezioni, per rendere di facile lettura il testo. Serve ad evidenziare i punti salienti del mio profilo e invogliare il selezionatore ad approfondire la conoscenza attraverso la lettura del CV. Di seguito le sezioni che costituiscono la lettera di presentazione.

Destinatario: l’azienda a cui stiamo scrivendo.

Luogo e Data: il posto ed il giorno in cui inviamo la lettera.

Oggetto: Autocandidatura / Risposta ad un annuncio.

Persona a cui scrivo: Nome e Cognome / Direttore del Personale / Responsabile della Selezione.

Introduzione: una formula di apertura, come citare un articolo che riguarda l’azienda, una presentazione ad un convegno, ect.

Presentazione: il mio nome e cognome, i miei titoli di studio e formativi (inerenti alla posizione per cui mi candido), le mie esperienze professionali pregresse, la mia attuale occupazione.

Motivazioni: il motivo per cui invio la mia candidatura ed il valore aggiunto che ritengo di poter portare all’interno dell’azienda.

Saluti: una formula di saluto a chiusura del paragrafo, come “la ringrazio della sua cortese attenzione”, “rimango in attesa di un suo cortese riscontro”, “sarà mia cura contattarla nei prossimi giorni”, chiudendo con “cordiali saluti” o simile.

Autorizzazione al trattamento dei dati: La formula può essere la seguente: Autorizzo al trattamento dei dati personali, ai sensi della vigente legge sulla privacy (Decreto Legislativo 196/2003 e GDPR 679/16).

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§ Modelli di Lettera di Presentazione

Esistono due tipologie di lettera di presentazione:

 Lettera di Accompagnamento: quando si invia una candidatura spontanea, o autocandidatura. In oggetto si indica la posizione o l’area aziendale per cui invio la mia candidatura, nella presentazione si evidenziano le eventuali esperienze maturate in linea con la posizione indicata e le specifiche competenze acquisite, nelle motivazioni si ribadisce l’interesse a lavorare per la specifica azienda e si indica il valore aggiunto che si ritiene di portare in azienda.

Lettera di Motivazione: quando si invia una candidatura in risposta ad un annuncio specifico. In oggetto si indica il riferimento dell’annuncio a cui sto rispondendo, nella presentazione evidenzio le mie esperienze professionali e formative in linea con la posizione richiesta, nelle motivazioni esplicito il mio interesse per la specifica posizione e per l’azienda, indicando il valore aggiunto che ritengo di portare in azienda.

Curriculum Vitae: modelli e grafica

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Il Curriculum Vitae (CV) rappresenta il biglietto da visita con il quale mi presento e presento la mia professionalità e le mie competenze nel Mercato del Lavoro.

§ Modelli di Curriculum Vitae

I modelli standard per la realizzazione di un curriculum vitae sono essenzialmente tre:

  • Il modello Cronologico
  • Il modello Funzionale
  • Il modello Europeo

 Il modello Cronologico rappresenta il formato maggiormente utilizzato, ed è caratterizzato dal fatto che le informazioni presenti nelle varie sezioni di cui è costituito sono organizzate in ordine anticronologico, dalla più recente alla più “datata”.

E’ il modello maggiormente indicato per chi ha esperienze professionali coerenti tra loro e con una continuità lavorativa stabile.

Il modello Funzionale presenta la caratteristica di aggregare le esperienze professionali acquisite sulla base del tipo di attività svolta, senza seguirne l’ordine cronologico.

E’ il modello più indicato per chi ha svolto molte esperienze lavorative diverse tra di loro e per chi ha avuto dei lunghi periodi di inattività professionale.

Il modello Europeo nasce dall’esigenza di agevolare, a livello europeo, la valutazione e il riconoscimento delle competenze e delle esperienze da parte di datori di lavoro, enti di formazione, scuole e università. Viene utilizzato per candidarsi presso aziende straniere o italiane presenti sul mercato estero, o per partecipare a progetti che prevedono il finanziamento da parte dell’Unione Europea.

Il modello Europeo si caratterizza e si differenzia dagli altri modelli per la presenza di un maggior numero di sezioni che definiscono meglio il profilo del candidato, anche al di là delle esperienze formative e/o professionali.

§ Veste grafica del Curriculum Vitae

La veste grafica del curriculum vitae, oltre a rendere agevole la lettura del cv stesso, è importante che risulti anche gradevole alla lettura.

Carattere: i più indicati sono il Times New Roman, il Thaoma, il Verdana o l’Arial, con una grandezza dai 12 ai 14 punti.

Effetti grafici: gli effetti grafici come il grassetto, il corsivo e le sottolineature, utilizzati con attenzione, danno risalto ai passaggi fondamentali del CV.

Disposizione del testo: è utile lasciare dei margini di un paio di centimetri ai lati e mantenere degli spazi tra le sezioni del CV, per facilitare la lettura e consentire al selezionatore di poter segnare eventuali annotazioni.

I programmi di videoscrittura propongono dei modelli standard di curriculum vitae, che sono utili per realizzare una valida base su cui eventualmente apportare delle modifiche.

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Fonte: “Trova il tuo lavoro” di Gianluca Antoni e Nicola Giaconi – Gruppo 24 Ore Editore.

Curriculum Vitae: struttura e contenuti

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Il Curriculum Vitae (CV) rappresenta il biglietto da visita con il quale mi presento e presento la mia professionalità e le mie competenze nel Mercato del Lavoro.

Ha l’obiettivo di fare interessare la persona che lo andrà a leggere, di regola l’addetto alla selezione del personale, al punto tale da farti ottenere un colloquio.

Un Curriculum Vitae, per essere valido, deve presentare determinate e specifiche caratteristiche:

Sintetico: due pagine per chi ha maturato delle esperienze professionali, una pagina per chi è neolaureato o neodiplomato.

Organizzato nella forma e nel contenuto: deve essere di facile lettura, gli aspetti fondamentali devono essere ben visibili e facilmente individuabili.

Professionale: deve trasmettere chiaramente serietà e professionalità, essere ben strutturato ed ortograficamente corretto.

Completo: pur nel rispetto della sintesi, deve contenere tutte le informazioni utili per far notare la pertinenza del mio profilo in merito alla posizione per cui mi candido.

Mirato: deve essere costruito in base al profilo per cui mi candido, personalizzandolo per  ogni specifica posizione.

§ Struttura del Curriculum Vitae

Un curriculum vitae è strutturato in sezioni, ben definite ed in sequenza tra di loro, che hanno l’obiettivo di rendere il documento organico, di facilitare la lettura e la ricerca delle informazioni presenti, di trasmettere professionalità e aderenza al ruolo per cui abbiamo inviato il CV. Le sezioni che costituiscono il curriculum vitae, tendenzialmente, sono le seguenti:

Dati anagrafici e recapiti: il mio nome e cognome, il luogo e la data di nascita, la residenza o il domicilio, i recapiti telefonici (telefono “fisso” e cellulare), l’indirizzo email (che sia nome.cognome@email.xx), eventuale link del profilo LinkedIn.

Istruzione: il mio percorso scolastico, universitario e post universitario indicato in ordine cronologico, dal più recente al più “datato”, indicando per ognuna delle voci la data di conseguimento, il titolo, l’istituto, la città, la votazione conseguita. Per un neolaureato è importante indicare il titolo della tesi e le principali materie studiate, in linea con il profilo per cui si candida.

Formazione: le mie eventuali esperienze di formazione extra scolastica e universitaria, come la partecipazione a corsi di formazione, seminari, workshop e altro, indicando gli eventuali attestati di partecipazione conseguiti. Importante che siano in linea con il profilo per cui mi candido, altrimenti è preferibile non indicarli.

Esperienze professionali: in questa sezione, che rappresenta l’area di maggior interesse nella costruzione del CV, vanno indicati, per ogni singola esperienza professionale svolta, il periodo di riferimento (da / a), l’azienda ed il settore di riferimento, il ruolo e la posizione ricoperta, le principali attività svolte, gli eventuali risultati conseguiti. Per un neolaureato è importante indicare eventuali stage e lavori, anche saltuari, svolti durante il periodo universitario.

Conoscenze linguistiche: la conoscenza e la padronanza delle lingue straniere, scritta, parlata e compresa. Sono da indicare in questa sezione le eventuali certificazioni conseguite, in Italia e/o all’estero e le eventuali esperienze svolte all’estero.

Conoscenze informatiche: Vanno indicate le conoscenze e le competenze possedute in ambito informatico, indicando i sistemi operativi e gli applicativi conosciuti, l’eventuale utilizzo di specifici software e linguaggi di programmazione ed il relativo livello di padronanza. Indicare il possesso eventuale dell’ECDL e di altri attestati conseguiti.

Interessi personali / Attività extraprofessionali: in questa sezione si possono indicare le attività non strettamente inerenti alla vita professionale, che possono comunque dare delle informazioni utili al selezionatore, come le attività di volontariato o la pratica sportiva agonistica. Importante che siano in linea con il profilo per cui mi candido.

Autorizzazione al trattamento dei dati: E’ importante indicare espressamente l’autorizzazione al trattamento dei dati indicati all’interno del curriculum vitae, senza la quale non è possibile, da parte dell’azienda che riceve il cv, prendere in considerazione la candidatura inviata. La formula può essere la seguente: Autorizzo al trattamento dei dati ai fini dell’attività di ricerca e selezione del personale, ai sensi della vigente legge sulla privacy (Decreto Legislativo 196/2003 e GDPR 679/16).

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Personal Marketing: Come Promuoverti Efficacemente nel Mercato del Lavoro

Il Personal Marketing Plan è il modello operativo attraverso cui potrai definire, valorizzare e promuovere in modo attivo te stesso e le tue competenze nel mercato del lavoro.

1. Presentazione dell’idea

La presentazione dell’idea consiste in una dichiarazione, breve e concisa, dove riassumi l’essenza del tuo Personal Marketing Plan, rispondendo alle seguenti domande:

Cosa offro?
Dove lo offro?
A chi lo offro?

2. Osservazione del Mercato

2.1. – Analisi del mercato interno
Qual è la situazione del tuo settore, a livello di economia locale?

2.2. – Analisi della domanda e del comportamento dei clienti
Quanti sono i clienti potenzialmente interessati al tuo prodotto / servizio?
Per quali motivi dovrebbero utilizzare il tuo prodotto / servizio?
Dove si trovano?

2.3. – Analisi della concorrenza
Chi sono i tuoi concorrenti?
Dove si trovano?
Da quanti anni sono sul mercato?
Che tipo di prodotti / servizi offrono?
Con quali prezzi?
Qual è il loro modo di pubblicizzarsi?
Quali sono, in sintesi, i loro punti di forza e le loro aree di miglioramento?

2.4. – Definizione del target                                                                                          
A chi mi rivolgo?
Aziende multinazionali.
Aziende nazionali.
Strutture pubbliche.
Studi professionali.
Associazioni.
Negozi.
Altro.

   Sulla base di questi parametri, definisci:

Quali sono i bisogni del tuo target?
Come puoi rispondere ai bisogni del tuo target?

3. Marketing Mix

3.1. – Prodotto
Quali sono le caratteristiche del tuo prodotto / servizio, in relazione al target che hai individuato?
In cosa consiste la qualità del tuo prodotto / servizio?
Quale è la gamma dei tuoi prodotti / servizi?

3.2. – Prezzo
Quali elementi prendi in considerazione per determinare il prezzo di vendita del tuo prodotto / servizio (prezzi dei competitor, costi fissi e variabili, etc.)?
Come pensi che i tuoi clienti rispondano alle tue politiche di prezzo?

3.3. – Piazza
Dove intendi svolgere la tua attività?
Nella tua città di residenza / domicilio.
Nella provincia della tua città di residenza / domicilio.
Nella regione dove risiedi / domicilio.
Nel paese di residenza / domicilio.
All’estero.

3.4. – Promozione
Quali strumenti promozionali intendi utilizzare?
Autocandidatura.
Agenzie per il Lavoro.
Uffici placement.
Social Network.
Networking.

4. Vantaggi Competitivi

In questa parte vengono evidenziate le caratteristiche “vincenti” della tua idea, in ottica differenziante:

In relazione ai bisogni del tuo target, in cosa la tua offerta è migliore?
Quali sono i motivi per i quali i clienti sceglieranno i tuoi prodotti / servizi e non quelli dei tuoi competitor?

5.  Investimenti

In questa parte analizza le risorse attualmente presenti e le risorse eventualmente non presenti, rispondendo alle seguenti domande:

Di quali risorse (tecniche, personali, economiche) necessiti?
Quali e quante risorse hai attualmente a disposizione?
Come puoi reperire le risorse attualmente non disponibili?
Chi può supportarti nella ricerca delle risorse utili?

Career Coaching: Come Realizzare il Tuo Progetto Professionale

Il Career Coaching è un percorso individualizzato, che ha l’obiettivo di renderti autonomo, in grado di muoverti in modo consapevole e responsabile nel mercato del lavoro.

Il percorso di Career Coaching si compone di una serie di step, funzionali al raggiungimento dell’obiettivo stabilito.

Inizia il Tuo Viaggio: scrivi il tuo profilo personale, formativo e professionale, in modo tale da fare il punto della tua posizione attuale. Riporta le tue attitudini, le tue esperienze, le tue conoscenze, le tue competenze e i tuoi obiettivi.

Scopri le Tue Risorse Interne: dopo aver messo su carta il tuo profilo con la descrizione degli aspetti oggettivi che lo caratterizzano, indaga sulle tue risorse interne scrivendo i risultati che hai raggiunto ad oggi, nelle varie aree di vita (personale, formativa e professionale). Focalizzati sulle tue risorse intrinseche tra cui: Capacità; Interessi; Motivazioni; Valori.

Valuta le Tue Capacità: per capacità si intende l’abilità a svolgere una determinata azione, ad agire un comportamento. Risponde alla domanda “cosa so fare”? Valuta la tua capacità a lavorare con: Dati (raccogliere, cercare / inventare, creare / analizzare, organizzare); Oggetti (costruire, creare); Persone (ricevere istruzioni / addestrare / selezionare / avere cura / condurre).

Scopri i Tuoi Interessi: risponde alla domanda “cosa ti piace fare”? Ad esempio: “Lavorare con le macchine / lavorare all’aperto / lavorare con i numeri / eseguire lavori di precisione / eseguire lavori di creatività / lavorare con le persone / eseguire lavori di routine”.

Esamina i Tuoi Valori: i valori sono i nostri principi guida. Rispondono alla domanda “cosa è importante per me”? Alcuni esempi di valori sono: Poter apprendere / avere responsabilità / svolgere attività di facile esecuzione / dirigere altre persone / essere di supporto ad altre persone / avere un lavoro stabile / poter crescere professionalmente.

Cerca le Tue Motivazioni: Il termine motivazione indica la spinta ad agire, ovvero il motivo a fronte dei quali agiamo un determinato comportamento. Risponde alla domanda “cosa mi motiva a svolgere il lavoro”? Ad esempio: “un lavoro vario, creativo / un lavoro di responsabilità / la possibilità di crescere professionalmente /  l’autonomia / le relazioni interpersonali / la retribuzione”.

Fissa i Tuoi Obiettivi: gli obiettivi rappresentano il risultato atteso alla conclusione di un percorso, il fine verso il quale si tende. È importante sottolineare il fatto che l’obiettivo è totalmente dipendente dalla persona che se lo prefigge (io voglio fare tutto ciò che è possibile fare per poter raggiungere l’x obiettivo). Per trovare un obiettivo è necessario valutare i tuoi valori e analizzare i criteri a questi sottesi, attuando un processo di verifica a seguito del quale prendere una decisione in merito.

Ricerca il Tuo Lavoro: cercare lavoro è un lavoro. Naviga ed iscriviti ai siti internet dedicati; porta il tuo curriculum vitae presso le Agenzie per il Lavoro; rivolgiti ai centri di Orientamento al Lavoro; contatta lo Sportello Stage; leggi i giornali di settore; rivolgiti agli Uffici Placement della tua Università; partecipa ai Career Day; iscriviti e interagisci nei social network professionali, in primis LinkedIn; costruisci e amplia il tuo Network.

Prepara il Tuo Curriculum Vitae: costruisci il tuo curriculum vitae e la tua lettera di presentazione / motivazione, personalizzandoli in base alla azienda e alla posizione per la quale ti candidi. Ricorda che il focus mentale vincente con il quale rivolgersi alle aziende non è “cerco lavoro”, bensì “io sono la soluzione ai tuoi problemi”.

Preparati per il Colloquio: arriva puntuale; cura il tuo aspetto esteriore; prendi informazioni sulla azienda; preparati rispetto alla posizione di lavoro; ripassa il tuo curriculum; ascolta con attenzione prima di rispondere; rispondi con sincerità alle domande.

Realizza il Tuo Personal Marketing Plan: il Personal Marketing Plan è un modello operativo attraverso cui potrai definire, valorizzare e promuovere in modo attivo te stesso e le tue competenze nel Mercato del Lavoro.

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Fonte: “Orientare” di Giorgio Sangiorgi – Isedi

Immagine: Pixabay – Autore: Gerd Altmann

Colloquio di Selezione: come gestirlo al meglio

Candidato

Il colloquio di selezione del personale è un incontro strutturato orientato alla conoscenza reciproca e allo scambio di informazioni, in relazione ad un’ipotesi di collaborazione professionale.

§ Una definizione di selezione del personale

Il colloquio di selezione è un Insieme di attività che consentono la scelta di n. candidati idonei fra un numero più ampio di candidature, a fronte di n. posizioni aziendali aperte da ricoprire. Si basa sul concetto che qualsiasi lavoro, per essere eseguito con risultati soddisfacenti per entrambe le parti in causa, richiede il possesso nella persona di un insieme di qualità, caratteristiche, interessi, aspirazioni.

§ Il colloquio di selezione del personale

Non è né un esame né una situazione nella quale bisogna recitare la parte del candidato perfetto. Tu come candidato ed il selezionatore quale rappresentante dell’azienda, portate avanti una valutazione per verificare se:

– tu hai le caratteristiche adatte per quel lavoro;

– il lavoro in questione corrisponde alle tue caratteristiche ed ai tuoi interessi.

§ La preparazione al colloquio

Abbiamo risposto alla telefonata, abbiamo fissato data, ora e luogo del colloquio, ci siamo assicurati di avere capito bene tutto, abbiamo chiesto il nome della persona con cui faremo il colloquio, ci siamo segnati anche il nome della persona con cui abbiamo parlato, ora ci prepariamo. “Non avrai MAI una seconda occasione, per fare una buona prima impressione”. Questo pensiero racchiude in sintesi l’importanza di partire bene.

Puntualità. E’ il nostro primo biglietto da visita, arrivare in orario. Attenzione; arrivare in orario significa non solo non arrivare in ritardo (neanche di 5 minuti, in caso telefonare per avvisare. Questo deve accadere per ragioni serie ed assolutamente impreviste, non perché ce la siamo presi comoda), ma anche evitare di arrivare troppo in anticipo. E’ 0K arrivare qualche minuto prima, attendere l’orario stabilito (magari non davanti la porta, con l’occasione ci possiamo prendere un caffè al bar vicino) ed entrare. Se non siamo sicuri dei tempi, del luogo, possiamo fare un sopralluogo il giorno prima, per vedere dove esattamente dobbiamo andare e fare un calcolo dei tempi.

Aspetto esteriore. Fatte salve alcune professioni, in cui è concesso un abbigliamento “eclettico”, è importante presentarsi in modo pulito ed ordinato. Attenzione che gli abiti che portiamo (giacca e cravatta per i ragazzi, un tailleur con giacca accollata e con gonna sotto al ginocchio per le ragazze) siano “comodi” non starci dentro impacciati. La camicia ben stirata e le scarpe pulite. Capelli ordinati, complementi d’abbigliamento non vistosi o eccessivi. In una parola; sobrietà.

Prepararsi rispetto all’azienda. Presentarsi al colloquio con delle informazioni relative all’azienda. Con una rapida ricerca su internet possiamo avere le informazioni fondamentali sul business dell’azienda, sulla mission e vision, sulla sua struttura e presenza sul territorio, etc. Questo a conferma del fatto che non siamo lì senza sapere bene perché, bensì siamo realmente interessati a lavorare per quella azienda.

Prepararsi rispetto alla posizione offerta. Presentarsi al colloquio sapendo per quale posizione siamo stati convocati, leggendo con attenzione l’annuncio al quale abbiamo risposto (in caso di candidatura in risposta). Prepararsi qualche domanda in merito, da porre verso la fine del colloquio.

Prepararsi rispetto a se stessi. Conoscere e saper parlare di sé e di quanto abbiamo scritto nel nostro curriculum vitae. Presentarsi al colloquio con una scaletta già provata, allenarsi a parlare di sé, organizzare un discorso di minimo un paio di minuti nel quale dare una panoramica del proprio percorso professionale e/o di studi. Importante. non eludere o rispondere in modo evasivo alle domande del selezionatore.

§ Durante il colloquio

Sincerità. E’ importante essere consapevoli delle proprie capacità e dei propri margini di miglioramento; dare delle informazioni non veritiere (tipo sul livello di conoscenza delle lingue straniere o sull’utilizzo del pc o di programmi specifici richiesti per una particolare posizione) significa compromettere gravemente il buon esito del colloquio. Alla prima verifica, ad esempio con un colloquio in lingua o una prova tecnica, le informazioni passate saranno poste a verifica.

Ascoltare. La tensione dell’incontro, proporzionale alle aspettative che abbiamo in merito al buon andamento e risultato finale del colloquio, può indurci in tentazione. E’ molto importante riuscire a gestire questa tensione, che di per sé indica interesse e motivazione. Alleniamoci ad ascoltare fino all’ultima parola quanto ci viene detto dal selezionatore, aspettiamo che finisca di porci la domanda, possiamo prendere un paio di secondi per raccogliere le idee e dare una risposta completa. Importante; evitare di rispondere prima ancora che il selezionatore abbia finito di parlare.

Postura e Gestualità. Una buona parte della comunicazione è data dalla comunicazione non verbale, ovvero tutto ciò che è ulteriore al contenuto verbale (la comunicazione non verbale è il modo in cui siamo seduti, come diamo la mano al selezionatore, come – se – guardiamo la persona che abbiamo davanti, come parliamo, se strillando o al contrario sottovoce, etc.). E’ importante stare seduti “comodi” non sprofondare nella sedia né rimanere con la schiena staccata dallo schienale: evitare di dondolare sulla sedia o di “spalmarsi” sulla scrivania del selezionatore: gesticolare in modo composto e misurato, a sottolineare quanto stiamo dicendo: parlare senza strillare e senza bisbigliare, con una velocità “di crociera” senza rincorrere le parole e senza eccessiva lentezza. Guardare la persona con cui stiamo parlando, senza fissarla insistentemente.

Potere Personale. Un aspetto del colloquio di selezione che viene poco considerato è il seguente; come è vero che noi cerchiamo un lavoro, è altrettanto vero che le aziende che aprono un processo di ricerca e selezione hanno necessità di personale. Quindi noi per l’azienda siamo importanti. Siamo nella possibilità di scegliere e decidere se l’offerta che ci viene avanzata è o meno di nostro interesse.

Al fine di poter scegliere con cognizione di causa e, al contempo, dimostrare interesse per la proposta, possiamo porre al selezionatore (a titolo di esempio) le seguenti domande: mi potrebbe parlare dei progetti nei quali ultimamente è stato impegnato chi ha lavorato in questa posizione organizzativa; può darmi ulteriori specifiche del lavoro (chi è il diretto superiore, quale è l’ambiente di lavoro, gli orari previsti, etc.); quale sviluppo di carriera è previsto per questa posizione; la sede di lavoro è questa?

Varie ed Eventuali. Portare con sé una copia aggiornata del proprio curriculum, portare con sé una cartellina con annessi fogli di carta per prendere appunti, portare con sé una penna.

Attenzione! Nel primo colloquio è cosa buona e gradita evitare di porre domande relative all’aspetto economico. In generale, è bene porre queste domande solo dopo aver ricevuto una proposta di collaborazione.

§ Dopo il colloquio

Non tartassate di telefonate il selezionatore o la società di selezione incaricata. E’ 0K fare una telefonata dopo un paio di settimane, per chiedere se ci sono novità e confermare l’interesse per la posizione.

Inviate una mail di ringraziamento dopo il colloquio.

Preparatevi a un eventuale secondo colloquio, chiedendovi anche se, veramente, siete interessati alla proposta lavorativa.

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Fonti: “Orientare” di Giorgio Sangiorgi – Isedi / “Il Colloquio di Lavoro” – Le Guide di Job24

Immagine: FreeDigitalPhotos.net – Autore: renjith krishnan